Credito imposta ricerca e sviluppo: il Decreto Rilancio rafforza le aliquote anche per l’Umbria

Con la conversione del Decreto Rilancio (decreto-legge 19 maggio 2020, n. 34), con  la Legge 17 luglio 2020, n. 77 si è introdotto un rilevante rafforzamento agevolativo per le imprese attive nella R&S.

L’iter di conversione ha ulteriormente esteso la portata incentivante del Credito d’imposta R&S 2020.

L’incentivo è stato introdotto per le attività di ricerca fondamentale, di ricerca industriale e sviluppo sperimentale in campo scientifico o tecnologico, a beneficio di tutte le imprese residenti nel territorio dello Stato, incluse le stabili organizzazioni di soggetti non residenti.

In particolare, l’articolo 244 del Decreto ha introdotto ulteriori vantaggi, in termini di radicale incremento delle percentuali agevolative, per le imprese attive nella R&S nelle otto Regioni del Mezzogiorno e, in virtù degli emendamenti approvati nell’iter di conversione, in altre tre Regioni, ossia quelle colpite dagli eventi sismici del 2016 e 2017.

In particolare, al  fine  di  incentivare  più   efficacemente   l’avanzamento tecnologico dei processi produttivi e gli investimenti in  ricerca  e sviluppo delle imprese operanti nelle  regioni  Abruzzo,  Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia nonché  nelle regioni Lazio, Marche e Umbria colpite dagli eventi  sismici  del  24 agosto, del 26 e del 30 ottobre 2016 e del 18 gennaio 2017, la misura del credito d’imposta per gli investimenti in attività di ricerca  e sviluppo, direttamente afferenti a strutture produttive ubicate nelle suddette regioni, è aumentata

  • dal 12 al 25% per  le  grandi imprese  che  occupano  almeno  250  persone,  il   cui fatturato annuo è almeno pari a 50 milioni di  euro  oppure  il  cui totale di bilancio è almeno pari a 43 milioni di euro,
  • dal 12 al  35% per le medie imprese, che occupano almeno 50 persone e realizzano un fatturato annuo di almeno 10 milioni di euro, 
  • e  dal 12 al 45% per  le  piccole  imprese  che  occupano  meno  di 50 persone e realizzano un fatturato  annuo  o  un  totale  di bilancio annuo non superiori a 10  milioni  di  euro,  come  definite dalla raccomandazione 2003/361/CE della  Commissione,  del  6  maggio 2003.
2020-09-28T14:38:26+02:00 28 Settembre 2020|